Skip to content

Ortodonzia e Bite

Ortodonzia a Torino: apparecchi e mascherine invisibili per adulti e bambini

L’ortodonzia rimette i denti in posizione con la finalità non solo di migliorare l’estetica ma soprattutto di risolvere problemi funzionali di occlusione/masticazione e deglutizione. Il punto non è soltanto avere i denti «dritti»: è rendere armonico un sistema ampio di funzioni che vanno dalla respirazione e la postura. La richiesta di un consulto ortodontico può nascere da un dente che si sovrappone a un altro, ma anche da disturbi muscolari o cefalee o da problemi articolari che, quindi, vanno valutati nel loro insieme.

In studio seguiamo per l’ortodonzia pazienti dall’età pediatrica fino alla piena maturità e la malocclusione di un bambino di sette anni non si tratta come quella di un adulto di cinquanta. L’ortodonzia dell’adulto è un concetto ormai ampiamente sdoganato. Siamo a Torino da oltre trent’anni, in Via Fréjus.

Quando serve un trattamento ortodontico

L’estetica è uno dei motivi per cui si arriva in studio, e c’è chi desidera migliorare un sorriso che non gli è mai piaciuto. Un trattamento ortodontico, però, lavora soprattutto sulla funzione: quando masticazione o deglutizione e funzionamento della articolazione mandibolare non avvengono correttamente.

Quando un problema funzionale persiste per anni può cronicizzarsi e associarsi a dolori muscolari e cefalee; non sempre il paziente collega questi disturbi alla posizione dei denti. Gli incisivi inclinati verso il palato, per esempio, possono limitare i movimenti della mandibola e contribuire alla comparsa di mal di testa o dolori/rumori articolari.

L’affollamento rende più difficile una corretta manutenzione igienica, perché lo spazzolino non raggiunge facilmente tutte le superfici, e aumenta il rischio di carie; anche la naturale usura dei denti avviene malamente a carico solo di alcuni elementi dentali, invece che in modo uniforme di tutta la dentatura. Quando gli incisivi sono sporgenti, inoltre, il rischio di fratture accidentali aumenta statisticamente: anche incisivi che sporgono rispetto alle labbra per una scorretta inclinazione perdono parte della loro protezione naturale. Se il difetto non viene corretto durante la crescita (correggendo le basi ossee), rimarrà certamente anche nell’età adulta.

Negli adulti un esempio frequente parte dalla perdita di un molare: se non viene sostituito, i denti vicini possono inclinarsi nello spazio rimasto libero e sotto la gengiva possono formarsi tasche ossee. È la migrazione dentaria (i denti si spostano perché, persa l’unità funzionale dell’arcata, nulla mantiene lo spazio del dente perso); quando mancano gli elementi posteriori, inoltre, il carico si concentra sul settore anteriore, che facilmente va incontro a “sventagliamenti”.

Per questo riposizionare correttamente i denti può essere utile anche a 40, 50 anni o più: l’ortodonzia non è una terapia riservata agli adolescenti.

Le tipologie di apparecchio che proponiamo

Non esiste l’apparecchio «migliore» in assoluto: esiste quello adatto all’età e al problema.

Dalla fascia prescolare fino ai 10-11 anni si lavora soprattutto con apparecchi mobili, mentre l’apparecchio fisso in fase di permuta già avanzata.

L’apparecchio fisso è costituito da attacchi metallici che verranno uniti fra loro da un arco metallico. Noi utilizziamo esclusivamente attacchi metallici a bassa frizione perchè ci permettono di lavorare con forze leggere erogate in modo costante che consentono di ottenere lo spostamento dei denti in modo rapido e indolore.

Apparecchi mobili per i più piccoli

Con i soggetti in crescita usiamo per lo più apparecchi funzionali (solo apparecchi mobili) che permettono di correggere schemi di crescita scheletrica scorretti e di stimolare la correzione di funzioni quali la deglutizione, la respirazione e la respirazione nasale nonchè di regolare le funzioni muscolari. Tra gli apparecchi mobili esistono anche gli Apparecchi Polimorfo Funzionali (brevettati dai professori Soulet e Besombes), e il principio è questo: agendo sulla funzione si cambia la forma, e cambiando la forma si agisce di nuovo sulla funzione.

Non si tratta di semplici «placche» che spingono i denti: all’interno hanno piani inclinati e reperi tattili (appoggi che il bambino sente con la lingua e che la guidano nella posizione corretta). Anche l’ingombro in bocca è voluto e serve a favorire la respirazione nasale anziché quella orale.

Gli stessi apparecchi possono essere utili anche negli adulti che russano, con possibili benefici sulla qualità del sonno.

Apparecchi fissi metallici

L’apparecchio fisso tradizionale lavora erogando forze tramite i fili metallici e gli attacchi.

Grazie a queste forze si ottiene lo spostamento dei denti. Volendo lavorare con forze leggere, è importante che queste forze non vengano disperse sottoforma di attrito tra l’attacco e l’arco; per questo utilizziamo gli attacchi metallici a basso frizionamento.

Con questo tipo di attacchi il ricorso alle estrazioni ortodontiche si riduce drasticamente.

Apparecchi fissi estetici in ceramica

Spesso ci chiedono di utilizzare attacchi “estetici” (in ceramica o in materiali plastici) che noi non utilizziamo perchè soggetti a frequenti distacchi, a usura dello slot nonchè a pigmentazioni parassite nel corso della durata della terapia.

Mascherine trasparenti (allineatori)

Le mascherine trasparenti (o allineatori) sono dispositivi trasparenti e rimovibili. Si portano in sequenza: ogni mascherina esercita pressioni progressive e selettive sui denti da spostare e viene sostituita dalla successiva dopo circa due settimane.

Vanno tenute circa 22 ore al giorno e si tolgono per mangiare e per lavare i denti.

Al posto degli attacchi metallici, quando serve, il dentista costruisce gli «attachment» (piccoli spessori di composito incollati sul dente), che danno alla mascherina l’appiglio necessario per poter erogare le forze volute, dove serve.

Invisalign è stato il primo marchio a diffondere la tecnica e il suo brevetto è scaduto nel 2017.

Oggi, ogni laboratorio ortodontico attrezzato può produrre gli allineatori trasparenti. Le mascherine, per quanto sempre più richieste, non sono adatti a tutti i casi ortodontici e richiedono comunque molta costanza e disciplina, per cui rimangono indicate soprattutto per i pazienti adulti.

Allineatori notturni: solo dieci ore al giorno

Recentemente, grazie a una ricerca dell’Università di Ferrara, sono comparsi sul mercato allineatori progettati per ottenere risultati in sole dieci ore al giorno invece che in 22. Noi le stiamo utilizzando in specifici casi con pazienti adulti con necessità specifiche.

Mascherine trasparenti e apparecchio fisso a confronto

Come si svolge un trattamento ortodontico

La prima visita serve a valutare il caso: si osserva la bocca, si prendono le impronte ed eventualmente si fa la raccolta di ulteriore documentazione. L’impronta iniziale serve per documentare la situazione di partenza.

Le impronte oggi si possono anche prendere con lo scanner intraorale, in alternativa alle tradizionali impronte. Restituisce un modello 3D su cui costruire i dispositivi ortodontici.

Si richiede sempre anche la documentazione radiografica (panoramica e teleradiografia) con macchinari a bassa emissione, e su quella documentazione si eseguono misurazioni particolari: il tracciato cefalometrico.

La seconda visita è dedicata alla condivisione con il paziente delle conclusioni dello studio del caso. Qui vengono comunicati l’analisi del problema, la scelta della strategia terapeutica e di conseguenza i tempi e i costi della terapia stessa.

Alcuni casi ortodontici sono particolarmente complessi e quindi la terapia si svolgerà per step. Questi verranno mano a mano affrontati in ordine di priorità e di urgenza non potendo essere tutti risolti contemporaneamente.

La contenzione: il passo che molti dimenticano

Completata la terapia ortodontica attiva in cui vengono effettuate le correzioni necessarie, c’è sempre una fase di contenzione (terapia ortodontica passiva) che è altrettanto importante di quella attiva per mantenere nel tempo i risultati ottenuti.

L’igiene durante il trattamento

Con l’apparecchio fisso l’igiene richiede più attenzione: si spazzola ogni singolo attacco e bisogna portare bene le setole sulla superficie dei denti e vicino alle gengive, gestendo la presenza di attacchi e arco.

A ogni controllo osserviamo le gengive, che non devono irritarsi, e verifichiamo che non vi sia placca. La presenza di placca, oltre a creare danni a denti e gengive, riduce anche la velocità del trattamento ortodontico.

Con le mascherine il lavoro è più semplice ma viene richiesta comunque molta collaborazione al paziente che deve togliere regolarmente la mascherina prima di ogni pasto o spuntino.

A che età si comincia

Intorno ai sei anni compaiono i primi molari permanenti e iniziano a cambiare gli incisivi; la permuta prosegue negli anni successivi e si conclude indicativamente fra i 9 e i 13 anni.

Le criticità dentali diventano particolarmente evidenti con il cambio degli incisivi e l’arrivo dei primi molari permanenti. Per questo, per una valutazione ortodontica, un momento importante è quello compreso fra i 5 e i 7 anni.

Le criticità funzionali seguono invece tempi più precoci: deglutizione atipica (una spinta anomala della lingua contro i denti), respirazione orale, parafunzioni come il succhiamento del dito o del ciuccio. In questi casi la valutazione deve essere precoce già verso i 3-5 anni.

Con difetti evidenti prima dei sei anni, o quando ci sono infezioni respiratorie ricorrenti e abitudini viziate di succhiamento (pollice, ciuccio, biberon) il controllo si anticipa rispetto all’età scolare.

Gran parte del nostro lavoro si concentra comunque nell’età scolare, perché in quegli anni la crescita può essere sfruttata per correggere i difetti di crescita delle base ossee (mascella e mandibola).

A quell’età intervenire può richiedere meno tempo e meno impegno e non lo si fa assolutamente per una questione estetica. Correggere l’affollamento agevola l’igiene e riduce le carie, allineare i denti riduce il consumo anomalo della dentatura, posizionare correttamente gli incisivi non serve solo per sorridere meglio bensì per ridurre l’incidenza di episodi traumatici ai denti frontali.

Il miglioramento estetico che sempre deriva da un buon trattamento ortodontico è, dunque, un valore aggiunto, un regalo in più che otteniamo dopo aver correttamente impostato tutto il sistema (muscoli, occlusione, funzionamento dell’articolazione, allineamento, respirazione, deglutizione etc.)

Quando l’ortodonzia incontra altre discipline

L’ortodonzia può essere parte di un percorso terapeutico più ampio.

Per esempio, il paziente adulto che ha perso dei denti e deve affrontare una riabilitazione protesica o implantare trarrà sicuramente giovamento se prima metterà in posizione dritta i denti che si sono patologicamente inclinati.

Questo permetterà di costruire dei lavori senza devitalizzare denti, avendo gli spazi giusti e consentendo a denti e protesi di essere caricate in modo corretto e quindi di durare più a lungo.

Anche i denti migrati per un problema parodontale, se non vengono riportati in posizione, possono avere una prognosi meno favorevole.

Dall’altra parte c’è la gnatologia: bruxismo e malocclusione possono essere tra di loro associate e contribuire a problemi di vario tipo.

In questi quadri clinici più complessi, la terapia ortodontica da sola non basta a riabilitare la bocca ma è propedeutica all’esecuzione di lavori protesici o implantari migliori e più duraturi.

A volte, prima o durante la terapia ortodontica, ci avvaliamo di collaborazioni con altre figure professionali come l’osteopata, il logopedista, l’oculista, l’omeopata.

Domande frequenti

Per una valutazione delle criticità dentali, un momento importante è quello compreso fra i 5 e i 7 anni, quando cambiano gli incisivi e compaiono i primi molari permanenti. Se invece sono già presenti criticità funzionali, come respirazione orale, deglutizione atipica o abitudini di succhiamento, la valutazione può essere anticipata già verso i 3-5 anni.

Non c’è una durata uguale per tutti. I tempi vengono definiti dopo lo studio del caso e dipendono dal problema da correggere e dalla strategia terapeutica scelta. Nei casi più complessi il trattamento può inoltre essere suddiviso in più step, affrontati secondo un ordine di priorità.

Gli apparecchi fissi spostano i denti attraverso le forze esercitate dai fili metallici e dagli attacchi. Utilizziamo attacchi metallici a bassa frizione proprio per lavorare con forze leggere e costanti, rendendo il trattamento generalmente ben tollerato.

Non esiste un apparecchio migliore in assoluto: la scelta dipende dall’età, dal problema da correggere e dagli obiettivi del trattamento. Le mascherine trasparenti non sono indicate per tutti i casi e richiedono molta costanza, perché devono essere indossate per il numero di ore previsto. Per questo vengono utilizzate soprattutto nei pazienti adulti.

Dipende dal caso ortodontico. Gli allineatori permettono di esercitare pressioni progressive e selettive sui denti, ma non sono adatti a tutte le situazioni. La scelta tra mascherine e apparecchio fisso viene quindi fatta in base al problema da correggere e alla strategia terapeutica definita dopo lo studio del caso.

Sì, esistono allineatori progettati per essere utilizzati circa dieci ore al giorno invece delle circa 22 ore previste per gli allineatori tradizionali. Nel nostro studio li utilizziamo in specifici casi con pazienti adulti e necessità particolari.

Prenota la tua visita ortodontica a Torino

Alla prima visita dedichiamo un’ora piena, a ciascuna delle persone che vengono da noi.

In quell’ora osserviamo la bocca, ragioniamo sul problema e condividiamo con te ciò che emerge: è il momento in cui comincia il rapporto terapeutico, ed è una visita medica a tutti gli effetti.

Ci trovi in Via Fréjus 17, a Torino. Ci arrivi con le linee 9, 16, 55 e 68 o con la metropolitana, fermata Racconigi; in auto c’è l’autorimessa RS in via Cavallermaggiore 26. Siamo aperti dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 17.

Per prenotare puoi chiamarci allo 011 4335450 oppure scriverci su WhatsApp al 337 1215362.

Servizi