Skip to content

Cura e salute orale

Pedodonzia e studio dentistico per bambini a Torino

Il momento migliore per far salire un bambino sulla poltrona è quello in cui non ha niente da curare: per esempio, mentre tu genitore vieni per un controllo, il bambino ti accompagna e si abitua ai colori, agli odori e ai rumori dello studio.

Da noi passano pazienti dai 3 ai 94 anni, spesso più generazioni della stessa famiglia: siamo a Torino da oltre trent’anni e in odontoiatria da più di trentacinque. Dei bambini e dell’ortodonzia si occupa da sempre la Dottoressa Bittante. Con i bambini piccoli, l’obiettivo resta lo stesso di un qualsiasi paziente adulto, specialmente se pauroso, ovvero far vivere un’esperienza affrontabile, acquisire sicurezza di sé e fiducia nel medico curante per poter affrontare serenamente le cure necessarie.

Quando portare il bambino dal dentista la prima volta

Non c’è una data precisa: la visita conoscitiva, in assenza di urgenze, si colloca attorno ai 4 o 5 anni. Raramente un bambino di 3 anni ha necessità del dentista (escluse situazioni traumatiche o patologie specifiche) e, inoltre, è difficile a questa età ottenere la collaborazione minima necessaria per approcciarlo.

Il modo migliore di far conoscere il dentista al bambino è portarlo in occasione del controllo periodico della mamma o del fratello maggiore: entra da accompagnatore, non da paziente! Potrà guardare, chiedere, toccare e non vedrà l’ora che sia il suo turno per sedersi in poltrona e che il dentista si occupi di lui.

Da quel momento in avanti, il suggerimento ai genitori è di portare il bambino dal dentista ad intervalli regolari di 6 mesi per seguirlo nella sua crescita e monitorare che il passaggio dalla dentizione da latte a quella permanente avvenga in modo corretto.

Non deve assolutamente, quindi, essere il dolore il motivo per cui il motivo per cui il genitore porta il bambino dal dentista per la prima volta.

Il giorno in cui quel bambino avrà bisogno di una prestazione, sarà più facile eseguirla perchè la conoscenza è già stata avviata.

Il nostro approccio per superare la paura del dentista

Le regole sono tre: non nascondere quello che succederà, spiegare passo passo e permettere al bambino di verificare ogni cosa che gli diciamo.

Verificare vuol dire proprio questo: il bambino tiene in mano gli strumenti che saranno usati su di lui, prova l’aspiratore, si fa mettere il cotone sotto la lingua, sente lo spruzzo d’acqua, si esercita a respirare a bocca aperta. Dopo averlo visto, toccato e provato, uno strumento spesso smette di essere una minaccia.

E’ di fondamentale importanza per poter curare un bambino che la relazione tra il dentista, l’assistenza e il bambino sia sperimentata in modo diretto, senza l’interposizione data dalla presenza del genitore. Per questo, quando dobbiamo iniziare le procedure cliniche, chiediamo al genitore di restare in sala d’attesa: è una strategia che aiuta il bambino a costruire un rapporto diretto e di fiducia con chi lo curerà.

Arrivarci richiede tempo e, in alcuni casi, può richiedere una seduta che viene considerata propedeutica a quella operativa clinica. È la parte più importante del percorso. A volte, possono servire più incontri preparatori e ognuno di questi ha lo stesso valore di una seduta operativa.

Per i pazienti con una soglia del dolore particolarmente bassa c’è l’apparecchiatura per la sedazione cosciente al protossido di azoto (cosciente perché il paziente resta sveglio).

Il bambino prende confidenza con gli strumenti prima della cura

Cosa facciamo: i servizi di odontoiatria pediatrica

La pedodonzia comprende tutte le prestazioni che si eseguono su di un adulto. Ma nel bambino, è fondamentale attuare manovre di prevenzione (sigillature) e istruzione all’igiene per evitare carie sui denti permanenti che stanno comparendo in bocca. In pedodonzia, si curano le carie della dentatura da latte che va mantenuta sana perchè da essa dipende la salute della futura dentatura permanente. In quest’ottica, nei bambini è importante anche attuare cure ortodontiche e terapie complementari come logopedia, omeopatia, osteopatia che lo aiutano a svilupparsi in modo armonico.

I sigillanti protettivi si raccomandano spesso e servono a contrastare la carie prima ancora che compaia: si stende una resina nei solchi e nelle anfrattuosità del tavolato occlusale dei primi denti permanenti che compaiono tra i 5 e 7 anni.

L’eta scolare è quella giusta anche per affrontare le terapie ortodontiche con apparecchi mobili.

Per noi è fondamentale istruire anche i genitori, affinchè a casa vengano compiute regolarmente le manovre igieniche e vengano attuate corrette abitudini comportamentali e alimentari.

Prevenzione e igiene per bambini

I bambini possono essere ottimi pazienti, ma vanno istruiti esattamente come gli adulti: la cosa più importante è insegnare in presenza un corretto “saper fare” (know-how): non basta dirgli «lavati i denti” ma bisogna, insieme, mostrargli come farlo.. Approfondisci l’igiene orale in età pediatrica

Per questo l’istruzione all’igiene è un ciclo protocollato di tre o quattro sedute nel corso di un anno. Prima le istruzioni, poi i passaggi eseguiti insieme, le nostre mani accanto alle sue, poi da solo, e infine il monitoraggio. E’ solo la costanza nel tempo che ci garantirà i risultati voluti.

A ogni fase i genitori sono coinvolti e informati su come sta andando: nessun bambino porta a casa da solo un’abitudine nuova.

Sul fluoro il nostro approccio è prudente e quindi non lo suggeriamo nella routine. Nei bambini con tante carie troviamo molto più efficace l’istruzione ad una corretta e quotidiana igiene orale, alimentare ed eventuali terapie specifiche di supporto.

Cura della carie nei denti da latte

«Tanto cadono» è una frase che sentiamo spesso ed è sbagliatissima perchè la salute della dentatura permanente parte dal mantenimento in salute della dentatura da latte.I denti da latte nascono sani e sani dovrebbero restare fino al giorno in cui lasciano naturalmente il posto ai permanenti.

I primi denti da latte cambiano in un’eta tra i 5 e 7 anni e gli ultimi intorno ai 13 anni, e fino ad allora quei denti vanno curati per essere mantenuti sani in bocca. Un dente da latte cariato e trascurato può causare dolori molto forti e portare ad ascessi.

Inoltre, sotto ad ogni dente da latte c’è la gemma del permanente (il dente definitivo che sta crescendo lì sotto), e una carie trascurata la può danneggiare.

In casi estremi, quando non si è intervenuti per tempo, può rendersi necessario devitalizzare il dente da latte o addirittura estrarlo prematuramente. In questo caso, è bene montare nella bocca del bimbo un “mantenitore di spazio” (apparecchio ortodontico) che serve a tenere in arcata lo spazio che avrebbe dovuto mantenere il dente precocemente perso.

Ortodonzia intercettiva: agire al momento giusto

Tra i 5 e 7 anni arrivano i primi molari permanenti e cambiano i denti frontali (gli incisivi): questo è un momento cruciale in cui il bambino deve essere portato al controllo dal dentista.

Infatti, finchè il bambino è in crescita, l’ortodonzia può intercettare gli schemi di crescita ossea scorretta per correggerli. In questa fase temporale, di fatto, si lavora per correggere la posizione delle basi ossee (mandibola e mascella).

Una regola valida per tutti non esiste: a volte si interviene molto presto (età prescolare), a volte ci si limita a tenere in osservazione per intervenire più avanti. Sempre, va fatta una scala di priorità per centrare mano a mano gli obiettivi necessari.

Dall’età prescolare fino ai 10 o 11 anni si lavora, di solito, con apparecchi mobili; l’apparecchio fisso arriva dopo, quando abbiamo i denti permanenti. Comunque ogni caso è diverso e vi sono diversi tipi di apparecchiatura possibili.

Un classico problema della permuta del gruppo frontale, è il malposizionamento degl incisivi. Poichè gii incisivi sporgenti hanno un rischio di frattura accidentale molto alto è bene correggere appena possibile questo problema e farlo in età scolare è relativamente semplice e veloce.

Cure complementari: l’omeopatia per i bambini

Su questo terreno serve una precisazione: non siamo medici omeopati e non pretendiamo di «curare» i nostri pazienti con l’omeopatia, ma quello che proponiamo di fare è affiancarla alle cure odontoiatriche e indicarti eventualmente medici omeopata da cui far seguire tuo figlio. E’ l’osservazione clinica di anni che ci motiva in tal senso.

Le cure di terreno, quando sono corrette e ben condotte, aiutano su vari fronti come:- risolvere problematiche otorinolaringoiatriche- agevolare l’eruzione dei denti da latte e il passaggio alla dentatura definitiva; – migliorare la mineralizzazione dei denti, riducendo la predisposizione alla carie e rafforzando anche l’aspetto emotivo/emozionale del piccolo paziente

I rimedi che si sentono nominare più spesso sono Chamomilla, Mercurius solubilis, Pulsatilla Pratensis, Coffea cruda, Aconitum e Belladonna. Sceglierne uno da un elenco, però, non ha senso: la scelta del rimedio dipende dal modo in cui il bambino manifesta il sintomo, più che dal sintomo stesso.

Il lavoro, qui, è soprattutto del genitore adeguatamente istruito che osserva il bambino e riferisce al medico omeopat che, su queste indicazioni, sceglierà il rimedio più adatto.

L’ambiente: a misura di bambino

Dalla stessa porta vediamo entrare “bambini” dai quattro anni ai novantaquattro. Il nostro approccio è quello di accogliere tutti e favorire un ambiente accogliente per metterli a loro agio.

Abitudini da monitorare a casa

Certe cose si vedono meglio a casa che sulla poltrona, e sono quelle da osservare fra un controllo e l’altro: il succhiamento del ciuccio o delle dita, la respirazione a bocca aperta, la deglutizione atipica (deglutire in modo scorretto) sono segnali che possono essere già evidenti a ¾ anni. Se ne notate uno, fissate la visita per raccontarci cosa succede e con quale frequenza.

Poi ci sono gli zuccheri, e qui il ruolo degli adulti è centrale: evitare le sostanze dolci nel biberon, il latte con il miele o con i biscotti, nonchè le sostanze acide come i succhi di frutta. Queste cattivi abitudini sono causa di danni enormi visibili già a 2, 3 anni nella dentatura da latte del bambino.

Il bruxismo (il digrignare i denti) merita un discorso a parte, perché spesso sorprende: il bambino che digrigna raramente ha i denti mal allineati, e spesso ha una dentatura da latte bella e armonica. Le cause possono stare altrove: nell’arrivo di un fratellino, nell’inserimento all’asilo, in relazioni difficili con i compagni di scuola o con gli insegnanti, in paure che non ha detto o in troppi stimoli con poco sfogo fisico.

Quando serve, suggeriamo dei bite morbidi che il bambino calza durante il sonno. Ma la domanda da farsi prima è un’altra: che cosa sta succedendo intorno a lui in questo periodo?

Domande frequenti sul dentista pediatrico a Torino

In assenza di urgenze, la visita conoscitiva si colloca attorno ai 4 o 5 anni. Un buon modo per far conoscere il dentista al bambino è portarlo in occasione del controllo di un genitore o di un fratello maggiore, così entra da accompagnatore e può familiarizzare con lo studio. A 3 anni raramente c’è necessità del dentista, escluse situazioni traumatiche o patologie specifiche; dalla prima visita in avanti suggeriamo controlli regolari ogni 6 mesi

La branca si chiama pedodonzia, o odontoiatria pediatrica: è la parte dell’odontoiatria che si occupa dei problemi dentali dei bambini. Nel nostro studio se ne occupa da sempre la Dottoressa Bittante, che segue anche l’ortodonzia.

Sì. I denti da latte vanno curati e mantenuti sani fino a quando lasciano naturalmente il posto ai permanenti: i primi cambiano tra i 5 e i 7 anni, gli ultimi intorno ai 13. Una carie trascurata può causare dolore, portare ad ascessi e danneggiare la gemma del dente permanente che sta crescendo sotto.

Dipende dal bambino: non esiste una regola valida per tutti e a volte si interviene molto presto, mentre in altri casi si tiene il bambino in osservazione. Dall’età prescolare fino ai 10 o 11 anni si lavora di solito con apparecchi mobili; l’apparecchio fisso arriva dopo, quando sono presenti i denti permanenti. Il tipo di apparecchiatura dipende sempre dal caso.

Il primo passo è far conoscere lo studio al bambino quando non c’è nulla da curare. Quando dobbiamo iniziare le procedure cliniche, non nascondiamo ciò che succederà: spieghiamo ogni passaggio e gli permettiamo di vedere, toccare e provare gli strumenti che useremo. Per costruire un rapporto diretto con chi lo cura, chiediamo al genitore di restare in sala d’attesa; se serve, dedichiamo una o più sedute preparatorie prima di quella operativa.

Può essere affiancata alle cure odontoiatriche, ma non siamo medici omeopati e non pretendiamo di «curare» i bambini con l’omeopatia. È l’osservazione clinica di anni a motivare questo approccio e, quando indicato, possiamo suggerire un medico omeopata che segua il bambino. La scelta del rimedio spetta al medico omeopata e dipende dal modo in cui il bambino manifesta il sintomo, più che dal sintomo stesso.

Prenota la prima visita

La prima visita è il momento su cui si fonda tutto il rapporto di cura: le diamo il tempo che serve per capire, condividere e decidere.

Con un bambino, in pratica, funziona così: lo lasciamo guardare e toccare, gli raccontiamo passo passo quello che succederà, e intanto parliamo con voi genitori. Alla fine il percorso lo scegliamo insieme.

Lo Studio Dentistico QVB è in Via Fréjus 17, a Torino. Ci arrivi con i bus 9, 16, 55 e 68 o con la metropolitana, fermata Racconigi; in auto c’è l’autorimessa RS in via Cavallermaggiore 26, a circa trecento metri.

Siamo aperti dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 17. Puoi prenotare online, scriverci su WhatsApp al 337 1215362, chiamarci allo 011 4335450 oppure scrivere a info@studiodentisticoqvb.it.

Servizi